L’importanza della consulenza strategica
Il Bando ISI INAIL si conferma anche per l’edizione 2025/2026 come il principale strumento di finanziamento a sostegno delle imprese che investono nel miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’INAIL ha stanziato una dotazione finanziaria complessiva pari a 600 milioni di euro, erogati sotto forma di contributo a fondo perduto in Regime de Minimis.
Approfondiamo alcuni aspetti interessanti legati al Bando insieme a Michele Sivilli, Responsabile dell’Area Tutor di Innova Finance.
In cosa consiste il bando e perché è strategico, a tuo avviso, per le imprese?
È un contributo a fondo perduto, promosso dall’INAIL, come ogni anno, per supportare le imprese che investono in sicurezza sui posti di lavoro. Va a ridurre alcuni rischi presenti in azienda, ed è l’INAIL a identificare quali sono i principali rischi sui quali le aziende possono andare ad operare, migliorando fondamentalmente le loro condizioni operative.
È strategico come bando perché sicuramente migliora la sicurezza e la compliance normativa, aumentando la competitività e la reputazione aziendale. Ma anche per il semplice fatto che dota l’azienda di macchinari o comunque di soluzioni nuove, innovative, che danno un valore aggiunto all’impresa. Inoltre, riduce i costi indiretti legati a infortuni e premi assicurativi e soprattutto dà un contributo a fondo perduto del 65%, fondi che possono essere reinvestiti in altre attività.
Ci sono particolari differenze in questa edizione rispetto alle edizioni precedenti?
Da un punto di vista della struttura, il bando non è cambiato molto. Sono stati introdotti nuovi interventi aggiuntivi per degli assi specifici che nelle edizioni precedenti non c’erano. Questi interventi danno una spinta maggiore a sostenibilità e innovazione tecnologica, incoraggiando, ad esempio, l’utilizzo di dispositivi individuali di protezione. Sull’Asse “Rischi infortunistici” — che finanzia la sostituzione di macchinari obsoleti, la riduzione del rischio di caduta dall’alto, la riduzione del rischio da lavorazioni in ambienti confinati — è stato aggiunto un intervento legato all’adozione di sistemi di prevenzione e protezione basati sull’utilizzo di dispositivi individuali di protezione intelligenti, compresi sensori e ricevitori posti su strutture e software di gestione.
Inoltre, si è aggiunta la possibilità di finanziare l’acquisto di moduli prefabbricati destinati alla protezione dei lavoratori dai rischi meteoclimatici, come ad esempio le ondate di calore. Questa misura risulta particolarmente rilevante per quelle attività lavorative in cui l’aumento delle temperature può compromettere la salute e la sicurezza degli operatori. Per moduli prefabbricati e climatizzati si intendono strutture progettate per rispondere a diverse esigenze funzionali, come mense, spogliatoi, aree ricreative e servizi igienici, dotate di impianti di climatizzazione in grado di garantire sia il riscaldamento sia il raffrescamento degli ambienti, in funzione delle condizioni climatiche estive o invernali.
Un altro esempio riguarda invece l’Asse “Rischi Tecnopatici” — ovvero rischio chimico, rischio rumore, rischio vibrazioni meccaniche e movimentazione manuale di persone e di carichi — dove è stata inserita anche la possibilità di aggiungere un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro certificato, quindi fondamentalmente un ISO 45001.
È ovvio che questi interventi aggiuntivi hanno un senso laddove l’intervento principale non raggiunga, da un punto di vista economico, i massimali previsti dalla normativa. Perché, se con un intervento vado già a raggiungere il massimo consentito dal bando, non avrò un valore aggiunto in termini economici tale da poter fare anche un secondo intervento.
C’è la possibilità di essere ripescati se non si passa il click day?
L’INAIL da qualche anno a questa parte ha applicato un sistema di "overbooking”. Alcune aziende potrebbero essere ripescate avendo una buona posizione nell’elenco cronologico — normalmente è all’incirca il 10% successivo all’ultima domanda ammessa. Se in fase di valutazione tecnica delle domande presentate, l’INAIL reputa alcune domande non idonee all’ammissione, si liberano delle risorse e quindi c’è un successivo scorrimento di graduatoria, che permette appunto di essere ripescati.
A quanti bandi INAIL può partecipare un’impresa?
L’azienda può partecipare a una sola edizione del bando INAIL per tre anni. Ad esempio, partecipando a quello di quest’anno non è poi possibile partecipare a quello del prossimo anno.
Questo anche nei casi in cui il progetto non sia stato finanziato o anche se, una volta ammesso il progetto, poi l’azienda decida di non portare a termine l’investimento. Se invece l’azienda non viene finanziata, quindi non ha superato il click-day o non ha superato la fase di valutazione, allora può partecipare all’edizione successiva.
È diverso per l’ISI INAIL Modelli. Per esempio, partecipando all’asse “Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici”, sostituendo un macchinario obsoleto, l’anno successivo è possibile partecipare di nuovo al Bando ISI INAIL ma esclusivamente all’asse “Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale”.
In base alla tua esperienza, quali sono gli errori più frequenti nei quali un’azienda potrebbe incorrere non affidandosi a una consulenza specializzata?
L’errore più frequente riguarda innanzitutto la gestione della documentazione e la corretta individuazione del rischio. Una classificazione errata del rischio può compromettere l’intera domanda, così come la presentazione di preventivi non conformi rispetto alle caratteristiche richieste per le attività finanziabili.
Ad esempio, nel caso della sostituzione di un trattore, è necessario presentare un preventivo relativo a un mezzo che possiede caratteristiche tecniche specifiche. Questo richiede determinate competenze tecniche.
Un altro aspetto critico riguarda la corretta valutazione del punteggio minimo da raggiungere nella fase iniziale del bando ISI INAIL. Se si tratta di un’azienda singola, l’individuazione del punteggio di partenza può risultare più semplice. Diverso è il caso di un’azienda appartenente a un gruppo: in questa situazione, il punteggio è influenzato anche dai dati delle altre imprese collegate.
L’aumento delle unità lavorative o del fatturato complessivo del gruppo, ad esempio, può incidere negativamente sul calcolo del punteggio attraverso l’applicazione di eventuali malus, con il rischio di compromettere l’ammissibilità alla partecipazione.
In base alla tua esperienza, ci sono degli investimenti che vengono sottovalutati dalle imprese ma potrebbero rientrare nel bando?
A mio avviso, rendere automatizzato un processo produttivo che impegna in maniera importante un operatore nel compiere una determinata operazione, quindi legata alla movimentazione manuale dei carichi. Oppure potrebbero esserci dei macchinari che l’azienda ritiene ancora validi, che rientrano nell’agevolazione e a quel punto potrebbe convenire sostituirli, per ottenere un macchinario nuovo con delle caratteristiche produttive migliori. Oppure per quanto riguarda la riduzione del rumore, in certi casi sarebbe sufficiente indossare le cuffie, ma tutta l’azienda potrebbe beneficiare di macchinari meno rumorosi.
Perché scegliere Innova Finance può fare la differenza nella gestione del bando?
In primo luogo, svolgiamo un’analisi di fattibilità preventiva, per capire se l’intervento proposto è ammissibile e per individuare l’asse di finanziamento più adeguato nel quale collocarlo. Lavoriamo anche per trovare il modo di massimizzare il più possibile il punteggio necessario per poter partecipare al bando.
Supportiamo le imprese anche nella preparazione alla fase del click-day, così da essere pronti e competitivi nel momento decisivo dell’invio della domanda.
Gestiamo in maniera completa la pratica: ci occupiamo della perizia tecnica che va a giustificare l’intervento sull’asse prescelto, facendo leva su un’esperienza maturata grazie alla gestione di migliaia di progetti.
Oltre alla predisposizione documentale iniziale, curiamo le eventuali richieste integrative da parte dell’INAIL. E affianchiamo l’azienda in caso di verifiche o controlli.
Gestiamo poi la rendicontazione finale assicurandoci che l’iter si concluda correttamente e che il contributo venga erogato senza criticità.
Quali sono gli indicatori che Innova Finance prende in considerazione per capire se un’azienda è pronta per partecipare?
Innanzitutto, anche se può sembrare ovvio, un’azienda deve avere un intervento da poter effettuare. Questo intervento deve essere indicato nel documento di valutazione rischi. Significa che il responsabile della sicurezza, e chi ha redatto il documento di valutazione rischi, devono aver individuato potenziali rischi all’interno dell’azienda e quindi l’intervento deve necessariamente riguardare quel rischio. Poi su quale tipo di intervento effettuare l’intervento per ridurre quello specifico rischio, il nostro supporto in tal senso può dare una mano all’azienda a capire la tipologia di investimento da effettuare.
Inoltre, l’azienda deve avere la solidità economica per affrontare l’investimento. Il rischio è quello di non avere la possibilità di portarlo avanti e quindi, di conseguenza, vedersi revocato il contributo.
Un ulteriore aspetto che analizziamo riguarda la tipologia di attività svolta dall’impresa. Il settore di appartenenza incide infatti sul calcolo del punteggio: ad esempio, un’azienda manifatturiera presenta generalmente un livello di rischio superiore rispetto a un’impresa commerciale, elemento che può influire positivamente sul punteggio. Tuttavia, appartenere al settore del commercio non esclude in alcun modo la possibilità di accedere al bando, purché sussistano i requisiti richiesti.
Anche per il Bando ISI INAIL, il nostro consiglio è di affidarsi a consulenti specializzati: contattaci compilando il modulo di contatto in fondo alla pagina
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